//Storia dell’AIRC

Storia dell’AIRC

Storia AIRC

Già dall’inizio degli anni sessanta erano sorti spontaneamente, a Roma, i cosiddetti Circoli Giallorossi, che facevano riferimento quasi sempre alle vecchie osterie dei quartieri popolari.

Una di queste osterie del quartiere Esquilino era frequentata da giovane, anche da Dino Viola, studente a Roma. Ricordiamo tra i primi circoli, oltre al già citato Esquilino, anche il 12° Giallorosso di Casal Bertone, quelli di San Lorenzo e San Giovanni e quello di Primavalle, che fu intitolato a Giuliano Taccola, dopo la prematura scomparsa del calciatore.

  

L’idea che portò alla ideazione dell’A.I.R.C. fu di Helenio Herrera, neo allenatore della Roma, proveniente da un ciclo storico di vittorie con la favolosa Inter di Moratti.

Fu negli uffici di via Beethoven, all’EUR, che il “mago” Herrera suggerì all’allora Presidente Gaetano Anzalone di creare una struttura organizzata di tifosi, sull’esempio di quanto già esisteva all’Inter, alla Juve ed al Milan.

Per non essere secondo a nessuno, il Presidente Anzalone raccolse con entusiasmo la proposta e diede incarico a Renato Faitella di raggruppare intorno alla società nuclei di tifosi aderenti ai primi Roma Club ubicati nei vari quartieri cittadini.

Fu redatta la prima versione dello Statuto Sociale e fu indetta, nel 1971, l’Assemblea generale costitutiva che elesse come primo Presidente dell’A.I.R.C. tale Gianfranco Fabrizio.

La prima sede sociale fu inserita negli uffici dell’A.S. Roma allora in via del Circo Massimo. Rapidamente l’iniziativa ebbe successo e lo sviluppo fu talmente rapido che fu necessario reperire una sede più grande in via Ostiense.

A Giancarlo Fabrizio successe, come Presidente, Sergio Terenzi che diede subito maggiore impulso all’organizzazione delle trasferte al seguito della squadra. Sergio lasciò poi la presidenza non condividendo le politiche societarie del Presidente Anzalone.

L’A.I.R.C. fu allora commissariata e Renato Faitella fu chiamato da Anzalone a gestire questo periodo di transizione che ebbe termine con l’elezione di Nilo Iosa

Dopo pochi anni al vertice dell’A.I.R.C. venne eletto Aldo Sbaffo che rimase presidente  per più di un ventennio.

In questo periodo assistiamo alla fase di sviluppo dell’Associazione che si struttura con un vero e proprio organigramma, con compiti e responsabilità definiti e assegnati ai componenti del Consiglio Direttivo.

Il numero dei Roma Club cresce fino a toccare i 260; da tutta Italia pervengono richieste di affiliazione che non sempre vengono accolte poiché, nel frattempo, vengono scritte procedure e regolamenti che definiscono i requisiti necessari per poter essere affiliati.

E’ inutile ricordare che, come recita l’articolo 2 dello Statuto “ L’A.I.R.C. non ha fini di lucro ed ha lo scopo di promuovere e sviluppare il tifo sportivo in favore delle squadre dell’A.S. Roma ”.

Ricordiamo uno dei momenti più significativi della storia dell’AIRC: quel Venticinquennale festeggiato con una imponente manifestazione realizzata presso il Terminal dell’Ostiense che rimane tuttora unica nella storia delle tifoserie italiane. Conferenze, filmati, mostra di vecchie foto, trasmissioni televisive in diretta, punti di esposizione con cimeli e documenti storici di gruppi ed associazioni di tifosi, presenza della squadra e di vecchie glorie giallorosse. Migliaia di presenze per un tuffo nella grande storia della Tifoseria giallorossa.

Ma passiamo ai nostri giorni, nel 2001 viene eletto l’attuale presidente Francesco Lotito che si è avvalso in questi ultimi anni di un consiglio direttivo quasi completamente rinnovato.

Oggi l’AIRC conta piu’ di 120 club affiliati e si appresta a festeggiare il 44° compleanno dalla sua fondazione!