/LO STADIO DELLA ROMA NON SI TOCCA!

LO STADIO DELLA ROMA NON SI TOCCA!

L’A.I.R.C. come è noto a tutti non è mai entrata nelle vicende politiche, semmai ci siamo sempre limitati, qualora fosse stato necessario, ad esprimere delle nostre posizioni sulle azioni delle amministrazioni prescindendo dal colore politico, pertanto, la vicenda del nuovo stadio della Roma ci vede fortemente coinvolti e attenti.

Siamo molto preoccupati perché dopo anni di annunci, modifiche progettuali, ricorsi al TAR, vicende giudiziarie e ritardi burocratici, l’AS Roma non ha ancora in mano quel famoso pezzo di carta che le consentirebbe di iniziare i lavori di una delle opere più importanti degli ultimi 20 anni nella città.

Con preoccupazione apprendiamo l’emergere di nuove perplessità e contrarietà proprio nella fase dello sprint finale, ossia, la votazione in aula Giulio Cesare della delibera per la variante urbanistica che sancirebbe la fine dell’iter amministrativo e l’avvio dei lavori per la realizzazione dello stadio.

Come è noto internamente al M5S che oggi rappresenta la maggioranza, ci sono diversi dissidenti che mettono a rischio il voto favorevole. A questo quadro abbastanza delicato, si sono aggiunte nei giorni scorsi le dichiarazioni del capogruppo del PD Giulio Pelonzi “La nostra posizione sullo Stadio della Roma è di forte contrarietà, perché, ad esempio, mettere una centralità direzionale e commerciale in posto scollegato dal porto, dall’aeroporto e dalle autostrade già dal punto di vista urbanistico è una stupidaggine”. Una dichiarazione che ci ha fatto sobbalzare dalle sedie perché tardiva, incomprensibile e ingiustificabile.

Riavvolgiamo il nastro.

L’idea del nuovo stadio venne presentata dalla società a Roma Capitale nel 2012 quando c’era un’amministrazione di centrodestra che si rese subito disponibile alla realizzazione, poi i progetti definitivi con l’indicazione dell’area di Tor Di Valle ci fu quando al governo della città c’era una coalizione di centrosinistra con Marino Sindaco che approvò la delibera di pubblica utilità in base alla legge sugli stadi. In quella fase tutto il PD convintamente votò a favore. Poi sono arrivati i 5 Stelle e la Raggi, i quali dopo alcuni tentennamenti iniziali, confermarono Tor di Valle pretendendo però la riduzione della cubatura. Quindi cosa ha indotto il capogruppo del PD a dichiararsi “fortemente contrario”? Se così fosse saremmo difronte ad un ripensamento con triplo salto mortale all’indietro.

Basta giocare, tenete fuori la vicenda Stadio da tutte le altre situazioni che riguardano posizionamenti, equilibri politici e future elezioni, per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche. Arrivati a questo punto far morire il progetto sarebbe un colpo basso inaccettabile e sarebbe anche un pessimo segnale per qualsiasi imprenditore disponibile a fare un investimento nella nostra città.

E’ difficile da raccontare, soprattutto all’estero, che un imprenditore disponibile a mettere sul piatto un investimento da oltre 1 miliardo di €, più tutto l’indotto che l’opera genererà una volta in funzione, per non parlare di migliaia di nuovi posti di lavoro in momento di crisi occupazionale e soprattutto che andrà recuperare una delle aree più degradate della città, dopo 8 anni non abbia ancora in mano il permesso a costruire. Un messaggio dannoso e pericoloso per l’economia della città e per lo sport capitolino.

Noi con forza ribadiamo la necessità e l’appello a tutte le parti in causa di lavorare tutti nella stessa direzione, affinché la Roma e Roma possano avere da qui a breve un impianto sportivo moderno e al passo con gli stadi che sono stati realizzati senza tanti problemi nelle altre capitali mondiali.

Chiediamo a tutti un impegno FAMO STO STADIO.