/Di Francesco: “L’ambizione è quella di raggiungere i quarti”, De Rossi: “Vogliamo toglierci soddisfazioni. Ancora è tutto da giocare”

Di Francesco: “L’ambizione è quella di raggiungere i quarti”, De Rossi: “Vogliamo toglierci soddisfazioni. Ancora è tutto da giocare”

La conferenza stampa di Eusebio Di Francesco e Daniele De Rossi, in vista della gara contro lo Shakhtar valevole per gli ottavi di Champions League.

LE PAROLE DI EUSEBIO DI FRANCESCO

Questa è una squadra che si accende, ma che a volte ha qualche calo di tensione. Ora la Roma viene da 3 vittorie di fila dopo non aver vinto per 50 giorni. Qual è l’antidoto per evitare che domani non ci siano cali di tensione?
Nell’arco della gara dobbiamo cercare di evitare cali di tensioni cercando di dare maggiore continuità a quello che è il nostro lavoro sia offensivo che difensivo. In questa gara ci saranno momenti in cui potremmo comandare il gioco, come altri momenti in cui avremo davanti una squadra che ci costringerà magari ad abbassarci, essendo molto brava nel palleggio. La nostra forza sta nel rimanere compatti, essere concentratissimi su tutto quello che stiamo facendo. Devo dire che ho visto una squadra in grande crescita e mi auguro di rivederla ancora meglio domani.

Si è guadagnato questa partita con la sua squadra arrivando primo in un girone difficilissimo. Poi c’è stato un periodo di calo, però avete lavorato tanto e a Udine abbiamo visto una squadra molto brillante. È stata una preparazione mirata anche a questa partita?

Non era mirata a far male prima, a non fare risultati che non abbiamo fatto precedentemente. Sicuramente abbiamo alzato tantissimo i ritmi di allenamento, avendo la possibilità di poterci allenare con maggiore continuità e rischiando qualcosa, ma allo stesso tempo cercando di mettere grande lavoro per fare un grande finale, a partire da questa gara. Vedo la squadra in crescita, ma come diceva prima Daniele è il campo che dimostrerà tutto questo. Dobbiamo avere grande convinzione in quello che stiamo proponendo, grande determinazione e cattiveria. È questo che fa la differenza in campo, sia nella fase offensiva che in quella difensiva.

Come si gestisce in questo momento storico un giocatore così esplosivo e sorprendente come Under? La Roma può fare a meno di lui ora?
Parliamo individualmente di Under che ha fatto cose straordinarie, è cresciuto tantissimo. In questo periodo è un giocatore che determina tanto, ma a me piace parlare molto più della squadra che di individualità. Domani in campo scende non Under ma la Roma. È in un momento particolare e siamo tutti ben felici di averlo con noi, cercheremo di gestirlo nel migliori dei modi. Giocherà dall’inizio o no? Non avrete una risposta da me. Domani voglio tutti quanti con la massima attenzione e applicazione. Nemmeno Daniele (De Rossi, ndr) è sicuro di giocare dall’inizio. È una scelta che ho fatto in questa partita, ho deciso di rendere tutti quanti importanti e partecipi. Domani deciderò chi far scendere in campo o meno.

In questo turno di ottavi ci saranno tanti scontri diretti che potrebbero eliminare delle pretendenti al successo finale di questa Champions. Quale può essere il vostro percorso? Ci avete mai pensato alla possibilità di poter arrivare lontano?
È giusto ragionare partita dopo partita. Ci siamo guadagnati questo ottavo di finale e cerchiamo di sfruttarlo al meglio, con l’ambizione di poter arrivare ai quarti prima di tutto. Siamo venuti qui per cercare di passare il turno, sapendo che avremo davanti una squadra con potenzialità importanti, specialmente in attacco, e per di più una squadra abituata a fare queste competizioni. Ce la giocheremo al 50% delle possibilità partendo da oggi, cercando di portare a casa un risultato positivo. Poi vedremo cosa accadrà. Come ha detto Daniele, la stiamo vivendo col giusto equilibrio, sapendo che abbiamo sia la Champions che il campionato. Ma oggi la nostra testa è solo a questa partita.

Questa squadra si esprime con due diversi sistemi di gioco, che sono comunque molto simili. Domani possono essere usati entrambi o sta preparando la partita in un modo solo da questo punto di vista?
Il modulo cambierà poco. Può essere utilizzato sia all’inizio che durante la gara, abbiamo la possibilità di capire e individuare durante la gara se ci sono delle variabili e se bisogna variare. Detto questo, sicuramente cercheremo di dare continuità a quello che stiamo facendo nell’ultimo periodo con lo stesso sistema di gioco.

Come sta Florenzi? Era annunciato in conferenza stampa.
È rimasto in albergo perché non sta bene, ci auguriamo di averlo a disposizione per domani, anche se non sappiamo effettivamente cosa avverrà tra stanotte e domani. Oggi come oggi non è disponibile per la partita, domani vedremo. Vi accorgerete che non sarà presente nell’allenamento.

Nel 2011 lo Shakhtar ha già giocato con la Roma. Ha riguardato queste partite? Cosa si può dire del livello delle squadre all’epoca e adesso?
Non l’ho guardate, sono troppo indietro. Ho visto le ultime partite dello Shakhtar e hanno fatto ottime prestazioni anche quando hanno perso. È una squadra che mi piace per l’identità che gli ha dato l’allenatore e per il desiderio sempre di giocare e giocarsela con tutti. Anche le squadre ucraine ora sono meno fisiche ma più qualitative.

 

LE PAROLE DI DANIELE DE ROSSI

Sei tornato a Udine dopo uno stop dovuto a un problema muscolare. A che punto sei come condizione considerando anche le condizioni atmosferiche che ci sono qui? Sei pronto per giocare 2 gare di fila a distanza di pochi giorni?

La condizione è buona, sabato è stata anche meglio di quanto pensassi e sperassi. Lo vedremo presto se sono in grado di fare 2 partite in così pochi giorni, ma io penso di sì. Mi sento bene, sono preparato. La settimana in cui non ho giocato ho lavorato forte a livello fisico, anche se pochissimo con i compagni. Spero e penso di essere in grado di fare la partita di domani.

Arrivi a questa partita importante da capitano maturo e consapevole, da romano e romanista. Come ci arrivi psicologicamente tu? Come ti sei confrontato con i tuoi compagni?
Ci arrivo in maniera molto tranquilla, consapevole dell’importanza della partita ma senza particolari pressioni o responsabilità, ma con le giuste pressioni che ti porta una partita del genere. È una gara da dentro o fuori, anche se poi si giocherà in 2 scontri. Ai miei compagni non devo dire nulla, stanno lavorando bene. Abbiamo avuto un momento di difficoltà, ma la squadra ha dimostrato di essere molto unita, soprattutto fuori, sia tra di noi che con lo staff. Siamo usciti da questo momento di risultati negativi, almeno spero. Non c’è stato bisogno di dire nulla di particolare, sono tutti giocatori molto attaccati a questa squadra e alla loro professione. Non devo fargli particolari raccomandazioni, sono uno di loro a tutti gli effetti.

Dzeko ha detto che la Roma è in condizioni migliori rispetto allo Shakhtar. Cosa ne pensi? Come ci arriva la Roma? Chi può fare meglio?
Non penso che noi siamo in condizioni migliori rispetto a loro. Non sappiamo benissimo come starà lo Shakhtar, è stato fermo tanto tempo. Hanno passato un mese e mezzo-due a preparare solo questa partita, e questo può essere anche un vantaggio se vogliamo. Però sicuramente non fare partite ufficiali per tanto tempo può essere anche uno svantaggio. Ce la giocheremo. Abbiamo già giocato un ottavo di finale con lo Shakhtar, e anche all’epoca uscivano dalla sosta per il freddo. Sappiamo com’è andata a finire e sappiamo benissimo che non ci sono particolari vantaggi particolari da questa sosta.

Ha già giocato in queste condizioni meteo di questo tipo. Quanto influiscono sulla prestazione sportiva? È una variabile importante o conta poco o nulla?
Un pochino conta perché è qualcosa di assolutamente nuovo per noi, però conterà fino a un certo punto. Le qualità in campo faranno la differenza. Giocheremo 11 contro 11, con un campo grande come i campi su cui scendiamo durante il campionato. Forse dobbiamo stare attenti e pronti mentalmente perché i primi 4-5-10 minuti potrebbero essere un pochino alterati da questo shock termico, ma poi basta. Se il freddo fosse così importante, lo Shakhtar e il CSKA Mosca vincerebbero la Champions ogni anno. Non è così. Chi passerà, lo farà per le proprie qualità e non per i vantaggi dovuti al clima.

La Roma non ha questo grandissimo palmares internazionale. Non hai la sensazione che manchi uno scatto che potrebbe arrivare anche da questa partita, magari anche per dar lustro a questa stagione? Non c’è questa sensazione da parte vostra che con una partita di un certo tipo si può invertire un trend e magari dare un senso a una stagione che tra dicembre e gennaio si è un po’ sbiadita?
Dicevamo le stesse cose prima del passaggio del girone. Lì uno scatto lo abbiamo avuto, perché abbiamo eliminato l’Atletico Madrid e siamo arrivati sopra al Chelsea. C’è bisogno di un altro scatto, c’è bisogno di passare il turno, sicuramente sarebbe una cosa che porterebbe a vedere in maniera differente questa stagione. Significherebbe entrare tra le prime 8 d’Europa a tutti gli effetti. Sicuramente, qualsiasi sarà la stagione a fine anno, sarebbe un punto d’arrivo diverso rispetto al fatto di essere eliminati adesso. Anche passare questo turno significherebbe continuare, andare avanti, poi chi lo sa. Noi vogliamo passare non per mettere in salvo la stagione, ma perché vogliamo fare bene. Vogliamo toglierci soddisfazioni. Ancora è tutto da giocare, non vedo perché dobbiamo già pensare a una stagione sbiadita, anche se poi in campionato ci siamo allontanati da quello che poteva essere un sogno di inizio anno.

Ha detto che non deve dire nulla ai compagni per motivarli. Per te sarebbe più importante visto che eri in campo nel 2011?
Sono passati tanti anni dall’eliminazione con lo Shakhtar, ci ha fatto male ma è dimenticata. La gioia per un eventuale passaggio del turno sarebbe uguale a quella dei miei compagni, del mister e della società. Si va avanti, di partite ne ho perse tante e non vivo ogni volta che ci rigioco una rivincita o una vendetta personale. Non mi fa nessun effetto rigiocare contro una squadra che mi ha eliminato. Sarà una grande partita, molto importante per me e i miei compagni, ma non c’è niente di legato al passato.

È vero che tante partite sono state perse in passato, ma la Roma ha fatto anche qualche impresa. Avete vinto a Lione, a Madrid. Che Roma è questa rispetto a quella capace di fare certe imprese?
Sta crescendo ed è evidente. Vorrei dire di più ma per scaramanzia non lo dico. In Europa quest’anno abbiamo fatte cose quasi strabilianti. Siamo arrivati davanti a Chelsea ed Atletico Madrid in un girone che si è dimostrato più difficile di quello che poteva sembrare in partenza per loro. Abbiamo fatto un percorso semi-perfetto. Se guardassimo solo questa competizione, saremmo solo entusiasti di ciò che abbiamo fatto. Adesso inizia una nuova fase con un nuovo avversario, le partite contano ancora un po’ di più visto che sono solo 2 per qualificarti. Abbiamo il 50% con lo Shakhtar come ha detto il mister. Non c’è una favorita in particolare e non c’è modo di fare paragoni tra squadre che avevano allenatore, squadra e società diverse. L’unica cosa che ci può collegare sarebbe il risultato degli ottavi che sarebbe bello ripetere, nient’altro.