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Fine campionato ,è tempo di analisi

Non è stato il campionato che ci aspettavamo, nessuno di noi si sarebbe mai immaginato di dover rischiare fino all’ultima partita il settimo posto per garantirci un posto in Europa. Un primo tempo assurdo contro uno Spezia che non aveva nulla da chiedere al campionato, lo stesso Spezia che però ci eliminò dalla Coppa Italia evidenziando drammaticamente tutte le debolezze della squadra, da lì iniziarono anche frizioni e malumori tra alcuni giocatori e il mister. Andremo in Europa ma arrivando settimi a pari merito con il Sassuolo e scavalchiamo gli emiliani solo per la differenza reti, poco molto poco per la Roma e quindi a denti stretti abbiamo festeggiato il pareggio, ripercorrendo però nella nostra tutti gli errori, le occasioni perse e le sconfitte di una stagione fallimentare che ci lasciamo alle spalle.

Il campionato si chiude così: 18 partite vinte, 12 sconfitte, 8 pareggi, 68 gol segnati, 58 gol subiti, un attacco da media classifica e per trovare una difesa che ha preso lo stesso numero di gol bisogna arrivare al Genoa che è finito undicesimo. I dati non depongono a nostro favore, con questi numeri non potevamo sperare in un’altra classifica e così chiudiamo con 16 punti di distacco dal quarto posto e 15 dal Napoli quinto

Cosa non ha funzionato? Le ragioni possono essere tante e ovviamente ognuna potrebbe aver inciso in maniera diversa sul rendimento ma se ci sono delle costanti nella Roma di questo anno. Mancanza di una mentalità vincente, scarso impegno, poca concentrazione, incapacità di leggere le partite in corsa e di cambiare atteggiamento e la piaga degli infortuni.

Gran parte di questi problemi dipendono dal gruppo, dal lavoro del mister e dello staff. Sicuramente Fonseca non è riuscito ad imprimere la giusta mentalità alla squadra, forse perché anche lui deve ancora crescere e in questa fase della sua carriera non può dare di più, però un alibi o meglio un attenuante al mister la dobbiamo dare. E’ difficile gestire una rosa corta e con giocatori sinceramente non da Roma in una stagione nella quale abbiamo avuto il record di infortuni, 67 dall’inizio della stagione (38 dei quali di natura muscolare) e non era mai successo di vedere 3 ko in 37 minuti del primo tempo. Il reparto più colpito dagli infortuni è stato quello dei difensori, fra centrali ed esterni, Fonseca conta ben 36 infortuni. Quasi mai il tecnico portoghese ha potuto puntare su tutti i difensori a disposizione. A questi si aggiungono ben 6 infortuni riguardanti i portieri. 18 sono gli infortuni che hanno toccato gli attaccanti ed i trequartisti romanisti, 7 i centrocampisti (compreso Pellegrini e ovviamente Zaniolo dall’inizio della stagione). In questo modo è complicato per tutti gestire il gruppo ma sicuramente al netto di tutto ciò qualcosa in più si poteva fare.

Ora basta guardarsi indietro, è importante fare tesoro degli errori, iniziamo a guardare avanti anche perché una nota positiva in tutto questo c’è, una presidenza presente, con idee e obiettivi chiari, la quale sta rimettendo mano su tutto dall’assetto societario, ai diversi ruoli nella dirigenza, allo staff medico, ai preparatori fino ad arrivare al colpo dell’anno, l’ingaggio del nuovo allenatore Josè Mourinho.

Aver preso lui è il messaggio che i Friedkin pensano in grande e vogliono lavorare per riportare la Roma al vertice, sicuramente non ci vogliamo creare troppe aspettative per evitare di rimanere delusi come in passato, diamo quindi il tempo a tutto il nuovo gruppo di lavorare con serenità per costruire la grande Roma del futuro. Il Presidente Friedkin e il figlio hanno dimostrato grande attaccamento alla squadra, la loro presenza allo stadio sia in casa che in trasferta è stato un segnale importante, così come la loro decisione di portare qui la sede della loro società per essere accanto alla squadra. I presupposti per poter sperare in una squadra più competitiva e combattiva ci sono tutti, ora come ogni anno inizierà la tarantella del calcio mercato, nomi su nomi, alcuni ci faranno sognare altri un po’ meno ma noi non commenteremo e non giudicheremo come è nostro costume, abbiamo imparato ad aspettare il risultato del campo.

I campioni sulla carta dovranno dimostrare di esserlo dentro e fuori il rettangolo di gioco e alle giovani promesse daremo il tempo per dimostrare quanto valgono in un ambiente difficile come Roma che purtroppo di tempo né da sempre troppo poco. Una cosa però che ci auguriamo è la cessione di almeno 7/8 giocatori che non possono e non devono figurare neanche tra le riserve della Roma, poiché quando malauguratamente sono dovuti entrare in campo di danni ne hanno fatti tanti e conseguentemente l’acquisto di 4/5 giocatori di ottimo livello e magari 2/3 sostituti di buon livello.

C’è ottimismo, entusiasmo, fiducia e gli ingredienti giusti per poter guardare alla prossima stagione con un altro spirito e forse, norme anti covid permettendo, ci saremo anche noi tifosi sugli spalti a sostenere la nostra squadra, sarebbe la ciliegina sulla torta per riportare tutti insieme l’AS Roma in vetta.

 

Foto Gino Mancini